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Punti neri: tutto ciò che vedo, sento, annuso, gusto e ascolto, che non mi và. Da schiacciare!
Punti G: tutto ciò che vedo, sento, annuso, gusto e ascolto, che mi và. Da titillare!

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Un coglione che vota a sinistra!!!

il mio blog

Il mio blog è intelligente
Il mio blog è stupido
Il mio blog è cinico
Il mio blog è scemo
Il mio blog potrebbe far riflettere
Il mio blog potrebbe far ridere
Il mio blog è satirico
Il mio blog è banale
Il mio blog è cinico
Il mio blog è penoso
Il mio blog… mio, appunto.

Chiedo scusa, ma neanche poi tanto, a chi si sente turbato da quello che scrivo.
La generazione di cui faccio parte è figlia di riviste come "Il male" o "Cuore".
La mia generazione è cresciuta a Vauro e a Pazienza.
La mia generazione ama avere ideali, ma anche scherzare su questi.
La mia generazione è frustrata per non aver fatto rivoluzioni e per questo è molto incazzata...con se stessa.

Se non vi và non leggetelo!

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martedì, 30 agosto 2005

Punto nero

Oriana Fallaci in visita privata dal Papa.

 

Sembra che anche Lui,pur armato di papale pazienza,a un certo punto abbia esclamato: Dio ce ne liberi!

Da schiacciare

postato da: puntonero alle ore 19:06 | link | commenti
categorie: informazione
venerdì, 26 agosto 2005

Punto G

Film in prima visione: Buffalo Soldiers Regia Gregor Jordan,con Joaquin Phoenix, Ed Harris, Scott Glenn, Anna Paquin, Elizabeth McGovern  Anno 2001

Questo film è stato osteggiato in uscita dall’amministrazione Bush.  La trama :un soldato americano,per una volta non “portatore di democrazia e di libertà”,ma approfittatore cinico e spacciatore di eroina. Forse dava fastidio all’immagine dei marines? Ambientato in una base tedesca prima della caduta del muro di Berlino. Giudizio: bello e ben girato.

Da Titillare

 

 

postato da: puntonero alle ore 09:51 | link | commenti (3)
categorie: cinema
giovedì, 25 agosto 2005

Punto G

Da notizie sul web sembra che "piano man" abbia ritrovato la memoria e si sia capito chi è.

Giusto per precisare i miei gusti musicali,peccato che "Angoscia man Baglioni" non perda la memoria anche lui e si disperda in un cazzo di paesino della Siberia.Però la prossima volta che voglio farmi una vacanza spesato da un qualsiasi stato,perderò la memoria anche io. Tanto la Canzone del sole alla chitarra la sò fare!

Da Titillare

 

postato da: puntonero alle ore 09:15 | link | commenti (1)
categorie: informazione
mercoledì, 24 agosto 2005

Punto nero

Letto su notizie Ansa: "triste e disoccupato il vincitore di 'Campioni',Lorenzo Spagnoli attende contratto 'vero' dopo la ribalta tv".

Ma veramente questo pensava che andare in tv,essere bello e giocare discretamente a calcio,potesse fruttare un lavoro interessante e ben remunerato! Ora che ci penso,si,è possibile.  E' l'unico sfigato,per adesso!

Da schiacciare

 

 

postato da: puntonero alle ore 16:07 | link | commenti (1)
categorie: sport

Punto nero

Sentita in uno spettacolo di cabaret di basso livello :”…non dire Gatti se non ce li hai nei sacchi…”

 

Titolo di giornale : “…difficile ricomporre il puzzle del delitto dei coniugi di Brescia…”

Il riferimento è al delitto di Brescia. Possiamo dare qualche attenuante al giornalista del giornale,perché all’epoca non erano ancora stati scoperti i cadaveri fatti a pezzi e quindi pensare a un puzzle da ricomporre non era ancora possibile. Al cabarettista non possiamo altro che assegnare il premio cinismo dell’anno.

Da schiacciare

postato da: puntonero alle ore 09:55 | link | commenti (5)
categorie:
martedì, 23 agosto 2005

Punto G

Il maltempo che stà imperversando in Europa,rende difficoltoso e problematico il rientro dei "papa boys"in Italia.

EhEhEh...godo

Da Titillare

postato da: puntonero alle ore 14:49 | link | commenti (2)
categorie: informazione
lunedì, 22 agosto 2005

Punto nero

Una canzone che và per la maggiore nelle radio in questi giorni. La canta Paolo Agosta. Una parte del testo dice:”…sei continuamente nei niei sogni…”

 

A parte la fantasia che contraddistingue l’autore nello scrivere una frase così,vogliamo parlare del fatto che nemmeno la polluzione notturna,in questo caso,può essere tradimento? Cazzo di monogamia onirica!

 

Da schiacciare

 

postato da: puntonero alle ore 21:37 | link | commenti
categorie: musica

Punto nero

In edicola oggi:

Gli alpini,costruisci i velieri più belli,pompieri nel mondo,storia della bicicletta,crea i tuoi gioielli,scatoline di porcellana,aerei militari in miniatura,miniature d’epoca,minerali della terra,carte da gioco da collezione,soldatini a cavallo,arte della tavola giapponese e orientale,locomotive del mondo,il mondo dei funghi,personal robot,punto croce,battaglia di austerliz ecc ecc..

Signor De Agostini e signor Del Prado

Rispettosi della vostra capacità imprenditoriale,quello che vi chiedo è semplicemente di introdurre nel vostro catalogo una raccolta a fascicoli intitolata”come usare l’intelligenza umana in altra maniera”.

 

Solo così,forse,nella prossime elezioni cambierà qualcosa…forse…

Da schiacciare

postato da: puntonero alle ore 08:45 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 17 agosto 2005

Punto nero

Un po’ di numeri:

1(uno)

il papa ratzinger è uno. Come tutti i papi del resto!

5(cinque)

i giorni della gmg a colonia

60(sessanta)

i cardinali presenti

759(settecentocinquantanove)

i vescovi presenti

9.800(novemilaottocento)

i sacerdoti presenti

20.000(ventimila)

i volontari che lavorano per l’organizzazione

400.000(quattrocentomila)

i fedeli presenti oggi

800.000(ottocentomila)

i fedeli previsti per domenica

10.000.000(diecimilioni)

,o forse 10 volte di più,euro previsti di spesa per organizzare il raduno

 

Altri numeri:

20(venti)

percentuale della popolazione mondiale che sfrutta la maggior parte delle risorse

80(ottanta)

percentuale della popolazione mondiale che sfrutta la minore parte delle risorse

87,5(ottantasettevirgolacinque)

percentuale delle risorse consumate dal 20% della popolazione mondiale

500(cinquecento)

volte di consumo in più di un bambino dei paesi ricchi rispetto a uno dei paesi poveri

50.000.000(cinquantamilioni)

persone che muoiono di fame e di malattie derivate dalla povertà in un anno nel mondo

20.000.000(ventimilioni)

bambini,compresi nella cifra sopra,che muoiono di fame e di malattie derivate dalla povertà in un anno nel mondo

800.000.000(ottocentomilioni)

persone nel mondo che vivono in condizioni di assoluta povertà

225.000.000.000(duecentoventicinquemiliardi)

dollari circa è il debito dei paesi africani

Le fonti non saranno precisissime,ma il conto torna. Anzi,non torna per niente.

Da schiacciare

postato da: puntonero alle ore 09:07 | link | commenti (1)
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martedì, 16 agosto 2005

Punto G

Senza Patria, Senza Asilo (30 luglio 2005 dal CPT di Trapani)

Mi hanno chiamato Said e mi hanno fatto nascere a Jenin per un errore storico, perché se non fosse stato per la nostra sfortuna (ovvero la sfortuna di tutti i palestinesi) sarei nato a Nazareth, la città dei miei. Ho avuto un’infanzia dura, piena di poesia e di lotta e di speranza per un cielo pacifico che ci copra tutti quanti: neri, bianchi, malati, zoppi, pazzi, non razionali, belli, brutti, sani, ribelli, cercatori di verità divina o non divina ma almeno duratura…
Sono stato arrestato per la prima volta il 13 marzo del 1985 in quanto attivista di movimenti studenteschi simpatizzanti con l’OLP. La seconda volta è accaduto il 13 marzo del 1986, per un periodo ancora più lungo ma sempre per gli stessi motivi: per amare il mio cielo, la mia aria, per amare la non-terra mia. Sono stato interrogato, fermato, infastidito sempre dal prossimo stato israeliano amico, almeno si spera. Una delle mie sorelle, femminista è stata anche lei arrestata nel primo anno di Intifada.
Mio padre nato a Nazareth, figlio di un aristocratico, è stato espulso con tutta la famiglia nel giorno della gloriosa creazione dello stato nemico attuale di Israele. Fu arrestato un mese dopo di me, mi sembra nel luglio del 1986. Non sto a raccontare tutta la sua storia perché è troppo lunga e densa. Ha sempre lavorato, ha fatto studiare all’università me e tutte le mie 6 sorelle, che si sono laureate tra Palestina, Giordania e Libano. La mia gemella vive a Ramalla, dove sta concludendo il dottorato in anglo-americano. E’ venuta a trovarmi una volta a Venezia nel 2003 e all’epoca non si vedeva con la mia mamma da un anno e mezzo, per l’impossibilità di passare da una città all’altra. Abbiamo perso il nostro amato padre il 4 maggio del 2000 per un infarto, classico per noi. Io mi sono perso per anni ma per fortuna l’amore era più forte, mi sono rimesso in moto e ho ricominciato a vivere.
Ero iscritto a lingue orientali, interessato esclusivamente a questa maledetta storia mediorientale. Da quando ho 14 anni scrivo poesie, con gli anni ho cominciato a scrivere saggi, sono maturato serbando dentro me un progetto che ho portato ovunque sono stato. Da poco ho incominciato a fare sul serio un pensiero a tutta la gente che vive e che muore in questo conflitto eterno e quasi preistorico nella cosiddetta “Terra Santa”.
Sono arrivato in Italia il 16 ottobre del 1990 e mi sono fermato a perugina, dove ho trascorso alcuni mesi per imparare l’italiano all’università. Dopo tre mesi sono dovuto tornare in Giordania per cambiare il visto, dopo aver scoperto che non era necessario, ma la legge va rispettata. Sono nato straniero e qui sono due volte straniero solo quando si tratta di legge. Ho vissuto 15 anni in Italia, i miei tantissimi amici erano italiani, pochi arabi e stranieri. Sono ritornato dunque in Giordania, il mio non-paese e, avendo avuto il passaporto Giordano, mi sono iscritto ad architettura richiedendo di poter studiare a Venezia. Mi danno Torino, l’unica città in Italia all’epoca che aveva il numero chiuso per gli stranieri. Eravamo in 16 e ne volevano 10. Io parlavo già l’italiano meglio di tutti gli altri 5 (un altro palestinese che aveva la cittadinanza israeliana, un tunisino, un turco o greco non mi ricordo bene). Poi ci hanno spiegato che la precedenza era per gli europei ovviamente anche se non sapevano dire nemmeno il loro nome. Niente, giro un po’ per l’Italia, avevo avuto tanti amici dal Nord fino al Sud e viceversa.
Decido di iscrivermi a lingue straniere e di nuovo richiedo Venezia, dopo che naturalmente sono stato ad Amman per ben 5 mesi, nella mia non-casa, almeno potevo sentire l’odore del dramma da lontano-vicino.Torno in Italia e non mi mandano Venezia, ma a Verona per l’ennesima volta. Nella sfortuna sono stato fortunato, almeno vicino a Venezia, dove passavo tutti i miei week end con gli amici. Ho terminato l’anno scolastico a Verona e mi sono trasferito a Venezia, finalmente nel mio mondo veneziano. La amo quasi come casa mia, amo casa mia quasi come Venezia, che mi stanno togliendo da sotto i piedi. Io sarei la laguna e non so come fanno.
Sempre vittima rispettosa delle vostre leggi. Insomma mi iscrivo a Venezia e l’Italia cambia legge per cui ti viene assegnata la città che richiedi. Intanto ho pagato io il prezzo, 2 anni di vita per un sistema malato e instabile. Allora quello che ho fatto a Venezia è stato amare anche quando sbagliavo, ma questo lo lascio dire agli amici, che non mi hanno mai fatto sentire uno straniero perché è sempre stata una grande famiglia. Il 2003 ho incominciato a lavorare presso la Pizzeria “Ae Oche” e mi interessava il permesso perché era scaduto. Con la legge Bossi-Fini pago la somma che c’era da pagare e lavoro in regola pagandomi le tasse. Quando mi arriva la convocazione per ritirare il permesso di soggiorno mi presento con i due datori di lavoro come prescrive la legge. Ma non mi concedono il permesso per il motivo che il mio passaporto giordano era scaduto. Mi scrivono con una matita sul foglio della convocazione “dichiarare passaporto” o altro documento valido. Dopo un po’ presento la mia carta di identità Palestinese che non viene accettata perché è scritta in arabo e in ebraico e mi faccio fare una dichiarazione di identificazione dal Consolato palestinese, la quale non viene a sua volta accettata.
Io nel frattempo ho richiesto il rilascio del passaporto Palestinese che si può avere. Finalmente un’identità mia. Pensavo che mi sarebbe arrivato prima, invece la durata della pratica del mio passaporto è andata per le lunghe e sono dovuto andare due volte al consolato a Roma per fare una delega alla mia mamma malata. Mi sorprende come fa a resistere ancora dopo aver avuto una vita così dura, scacciata dalla sua bella città natale di Haifa all’età di 2 anni, una delle più belle città storiche della Palestina. Si è impegnata a farmi avere il passaporto facendo tutti i giri necessari da Jenin a Ramalla e striscia di Gaza. E la colpa della situazione in Palestina non è stata certo mia.
Insomma siamo nati e diventati tutti profughi con i sogni proibiti, ma non ci facciamo caso perché è diventato imbarazzante parlare solo dei nostri ricordi. Dopo un po’ che sono stato licenziato dalla pizzeria “Ae Oche” la Prefettura ha archiviato il mio fascicolo, sotto la scusa che non mi ero presentato (invece mi ero presentato con i 2 datori di lavoro!). Il mio passaporto palestinese arriva a Venezia – fatalità – il giorno della scomparsa di Arafat.
Dopo 2 mesi più o meno trovo un lavoro e do il mio passaporto ad un amico avvocato per informarsi a che punto sono con i documenti. Si accerta che il mio fascicolo è stato archiviato, dopo15 anni di buona condotta nella mia seconda patria immaginaria. Ho cercato di risolvere tramite amici avvocati, seguendo i loro consigli. Il 7 di luglio è stata una giornata triste perché sono venuto a sapere tramite la mia sorella che la mia mamma è stata ricoverata in ospedale e di notte vado a bermi la solita acqua tonica al Duchamp (in campo Santa Margherita) e mi imbatto in un non semplice controllo. E via con loro, dormo in questura perché gli uffici sono chiusi di sera. Il mattino, dopo una lunga notte, mi mettono in barca da San Marco a Santa Chiara, mi prendono le impronte digitali e mi fanno le foto. Poi mi caricano su un’auto per l’ufficio stranieri della Questura di Marghera e mi danno l’espulsione. Non avendo tanto tempo per rifare il ricorso al giudice di pace, il primo avvocato che trovo gli affido la mia causa e si fissa l’udienza per il 20 luglio e il giudice rimanda la risposta per 4 o 5 giorni. Il lunedì 25 luglio il giudice manda via fax al mio avvocato la conferma dell’espulsione e (contro ogni logica).
Nel frattempo ho chiesto l’asilo politico per l’impossibilità e il pericolo che corro in caso di arrivo alla frontiera del futuro stato amico attuale si spera (Israele). Torno in questura il giorno successivo, firmando la domanda di asilo politico, legittimato e motivato. Mi mandano, si dice per legge, in una magnifica prigione vicino a Venezia che si chiama Trapani. Avevo preso appuntamento alle 8 in questura di Venezia per partire. Purtroppo ho perso il pullman delle 7 e 30 da Piazzale Roma e per essere puntuale ho preso il taxi per rispetto delle leggi. Accompagnato da due poliziotti o carabinieri, non lo so, arrivo in aereo a Palermo. All’aeroporto mi caricano in un furgone blindato di vetro rinforzato: dietro senza seggiole, con il caldo siciliano che conosco perché sono stato a farmi una vacanza nel 96 e proprio ho fatto lo stesso percorso da Palermo, passando dall’autostrada dove è stato ucciso Falcone: Alcamo, Mazara del Vallo, Marsala e Trapani. Ma questa volta in una prigione, non so cosa mi succederà. E mi hanno dato un numero perché il nome non ha importanza anche se sapessero che discendo direttamente da Saladino (infatti mi chiamo Said Khaleq). Adesso sono un numero, l’885.

Punto G per la realtà del racconto. Punto G perchè ci dovrebbe far riflettere.

Da Titillare

postato da: puntonero alle ore 12:18 | link | commenti (2)
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